Alleniamo l’intelligenza emotiva, per vivere meglio

Consulenze, Corsi, Eventi, Riflessioni

Per migliorare nelle relazioni con gli altri occorre conoscere e allenare la propria intelligenza emotiva.
Una bassa capacità di riconoscere e comprendere le emozioni proprie e quelle degli altri, porta infatti a brancolare nel buio della quotidianità relazionale e spesso, per questo motivo, ci sentiamo disorientati, incompresi.
Allenare la nostra intelligenza emotiva è pertanto indispensabile.
Venendo nella mia palestra virtuale, si lavorerà con un percorso personalizzato, secondo le proprie caratteristiche.
Sarà come se si andasse in palestra ma con esercizi affatto faticosi, anzi, spesso anche divertenti.
Vi aspetto, quindi, per imparare a comunicare meglio con gli altri, partendo da se stessi, per vivere meglio.

L’intelligenza emotiva: per sentirsi realizzati nella vita privata e in quella professionale

Riflessioni

L’intelligenza emotiva incide al 60% (Daniel Goleman parla dell’80% in campo professionale) nella nostra vita private e lavorativa, eppure o non lo sappiamo perché non la conosciamo oppure, pur conoscendola, la trascuriamo.
Le principali abilità personali (dal modo di comunicare con gli altri, alla gestione del tempo e dello stress, la responsabilità, la consapevolezza e tante altre) dipendono dall’intelligenza emotiva, ecco perché occorre conoscerla e allenarla.
Questo vale per tutti: adulti, bambini e ragazzi, manager, dirigenti, docenti, dipendenti, imprenditori, atleti professionisti, eccetera.
Prima si comincia e prima si inizierà a diradare la nebbia fitta che avvolge la nostra quotidianità relazionale.

IL PESCE ROSSO

Riflessioni

Il pesce rosso.
L’avvento del web e dei social ha ridotto la nostra soglia di attenzione a 8/9 secondi, allo stesso livello del pesce rosso.
Le nuove generazioni si comportano di conseguenza abbandonando le dirette sportive, affidandosi alla selezione delle immagini più interessanti, i famosi highlights.
Non c’è più tempo per nulla. Tutto subito.
La vita in pochi secondi, il resto è noia.

La giusta distanza

Riflessioni

Mai ragionare per pregiudizi, luoghi comuni o tifoserie.
Cercare di analizzare i fatti, perché sono questi che parlano.
Non farsi condizionare dalle manipolazioni dei fatti stessi. Confrontare, analizzare, riflettere e trarre conclusioni che possono anche non piacere.
Essere obiettivi non è facile perché spesso va contro il porto sicuro dei nostri convincimenti ma è doveroso per noi e per gli altri.
Il mare aperto dell’analisi obiettiva, quanto è difficile ma anche arricchente.
Il porto sicuro spesso ha acque melmose, maleodoranti e non ci aiuta a crescere.
Cercare di essere obiettivi…
Esercizio difficile, sofferto, sempre in salita.
Mantenere la giusta distanza, ecco quello che si dovrebbe fare.
Ma pochi ci riescono e questo è il problema vero.

La preparazione comunicativa dei professori e maestri

Riflessioni

Da uno studio della Fondazione Agnelli e Invalsi (con interviste a più di 1.600 docenti) nel periodo pre Covid, il 60 % di maestri e professori si rivela adeguato al ruolo svolto. Un 23% possiede ottime capacità ma appare già “ingessato” mentre il 17% si limita alla tradizionale lezione e in modo inadeguato. Sono comunque già ottimi dati. I maestri di infanzia e primaria si rivelano poi più preparati anche da un punto di vista relazionale, dando agli allievi ottime indicazioni sulle strategie di apprendimento. Particolare ulteriormente curioso: i colleghi di matematica superano quelli di italiano. Si imputano questi risultati ai diversi percorsi di formazione che i maestri hanno seguito rispetto ai colleghi delle secondarie.
La formazione e l’ispirazione. È su questo che occorre lavorare.

La sicurezza a scuola e la comunicazione del rischio

Corsi, Eventi

La percezione del rischio dipende da fattori razionali, come l’uso della probabilità e della logica, ma anche fortemente dalle emozioni che giocano quindi un ruolo importante nella percezione stessa.
C’è pertanto una forte componente soggettiva.
Quanto è importante, per le figure della sicurezza sul lavoro, avere questa consapevolezza e saper quindi comunicare in modo efficace la propria percezione del rischio e il potenziale pericolo?
Domani e dopodomani ne parlerò e lavorerò con un centinaio di preposti di istituti scolastici: dirigenti amministrativi, docenti, personale ATA.
Perché lavorare sulla propria e altrui comunicazione è determinante nella prevenzione degli incidenti sul lavoro.

La comunicazione persuasiva per una prevenzione più efficace.

Corsi, Eventi

La necessità del rispetto delle misure di prevenzione degli incidenti sul lavoro è vissuta spesso, nei contesti professionali, con insofferenza. Per i responsabili della sicurezza è così obiettivamente difficile far rispettare le misure di prevenzione, viste come un peso. A volte, i rapporti si incrinano proprio su discussioni relative alla necessità di prestare attenzione e di assumere alcuni atteggiamenti precauzionali.
Le varie figure professionali previste dalla legge sono così vissute, da colleghi e sottoposti, negativamente, a volte addirittura con fastidio.
Del resto, la percezione del rischio dipende da fattori razionali, come l’uso della probabilità e della logica, ma anche fortemente dalle emozioni.
Le emozioni giocano un ruolo importante sia nel far capire l’entità del rischio, sia nel percepirlo. Ecco perché non bisogna fermarsi alle proprie sensazioni per convincere gli altri ad avere la medesima percezione.
Non bastano la competenza e l’esperienza “tecnica”.
Occorre sapere comunicare bene, con efficacia persuasiva, modulando il proprio atteggiamento in ragione dell’interlocutore e delle sue esigenze.
Il corso intende far acquisire tali capacità, essenziali per capire gli altri, conquistarne l’attenzione e modificarne la percezione del rischio.

Valido come Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di lavoro, Dirigenti, Preposti, Formatori e Coordinatori sicurezza cantieri (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)

La prevenzione degli incidenti a scuola, con la comunicazione

Consulenze, Corsi

Migliaia di docenti, responsabili amministrativi e di studenti, decine di dirigenti scolastici a fare, assieme a me, un percorso per la prevenzione degli incidenti nelle scuole. Perché la prevenzione la si fa anche con un’adeguata consapevolezza e con la capacità di comunicare. Avanti tutta.

Maledetto Covid, non ci avrai!

Corsi, Eventi

Continuano con successo gli incontri virtuali con centinaia di insegnanti delle scuole italiane. Il virus ci sta impedendo di farlo dal vivo e noi ci siamo adattati per viverci per il momento virtualmente, in attesa ci si possa incontrare e abbracciare. Il clima è eccezionale, la voglia di crescere tutti assieme è alle stelle, nonostante tutto ciò che si sta vivendo. Gli incontri con 200 insegnanti alla volta non ci fermano e non ci impediscono di relazionarci. La tecnologia è prodigiosa e tocca a noi riuscire a comunicare anche in questo modo, perché la scuola, i bambini, i ragazzi, lo meritano e lo meritano gli insegnanti per poter vivere questo lavoro che è ancora prima una missione, con maggiore incisività e serenità.

Avanti tutta. Maledetto Covid, non ci avrai!

L’intelligenza emotiva a scuola e le lettere manoscritte

Eventi, Riflessioni

Stanno aumentando con successo le iniziative di molti insegnanti delle primarie italiane consistenti nel fare comunicare i bambini attraverso lettere scritte di proprio pugno e inviate a coetanei di altre scuole con un circuito ormai consolidato di posta reale, cartacea. Un vezzo che si è perso, con il sopravvento del digitale, delle email e delle video chiamate. I bambini apprezzano, riscoprono l’emozione dello scrivere a mano e dell’attesa trepidante di ricevere una lettera, del comprare un francobollo e dell’andare a spedire le lettere alla Posta. Emozioni, profumi, consapevolezza, responsabilità, sensazioni persi nel tempo e sconosciuti alle nuove generazioni.
L’intelligenza emotiva la si allena anche così.
Applausi.