No, la fortuna e il fato non sono dispositivi di sicurezza.

Consulenze, Corsi, Riflessioni

Le recenti tragedie accadute (funivia del Mottarone e i vari incidenti mortali) e quelle che si registrano purtroppo ogni giorno sul lavoro, ci insegnano ancora una volta che l’affidarsi alla fortuna, al fato o all’esperienza non solo non basta a evitare incidenti più o meno gravi ma rappresenta esso stesso elemento di pericolo. Ecco perché occorre lavorare sulla consapevolezza e sulla responsabilizzazione delle figure della sicurezza. La percezione del rischio non è solo un fattore probabilistico ma anche e soprattutto emozionale. Ognuno di noi interpreta un rischio che accada un incidente secondo la propria percezione che è diversa da quella degli altri. E’ da questa considerazione che occorre partire per una prevenzione più efficace.
Le figure della sicurezza devono quindi lavorare sulla propria consapevolezza e su quella degli altri, per una comunicazione più persuasiva.
Lo devono fare, per loro e per tutti i lavoratori.

La sicurezza a scuola e la comunicazione del rischio

Corsi, Eventi

La percezione del rischio dipende da fattori razionali, come l’uso della probabilità e della logica, ma anche fortemente dalle emozioni che giocano quindi un ruolo importante nella percezione stessa.
C’è pertanto una forte componente soggettiva.
Quanto è importante, per le figure della sicurezza sul lavoro, avere questa consapevolezza e saper quindi comunicare in modo efficace la propria percezione del rischio e il potenziale pericolo?
Domani e dopodomani ne parlerò e lavorerò con un centinaio di preposti di istituti scolastici: dirigenti amministrativi, docenti, personale ATA.
Perché lavorare sulla propria e altrui comunicazione è determinante nella prevenzione degli incidenti sul lavoro.