Al Richmond Forum per lavorare assieme ai manager di grandi aziende sulla comunicazione nel contesto della sicurezza nel lavoro.

Collaborazioni, Consulenze, Corsi, Eventi

Claudio Calì, formatore nel campo della comunicazione, racconta ai partecipanti al Richmond HSE forum, quanto il “new normal” implichi situazioni nuove e quanto la persona è ancora più centrale nello sforzo di chi, all’interno delle imprese, deve garantire salute e sicurezza e si rendono quindi necessarie nuovi strumenti, azioni e strategie.
Richmond

L’erotica dell’insegnamento

Consulenze, Corsi, Riflessioni


Condivido in pieno l’opinione di Massimo Recalcati. Un insegnante deve “aprire vuoti nelle teste, aprire buchi nel discorso già costituito, fare spazio, aprire le finestre, le porte, gli occhi, le orecchie, il corpo, aprire mondi, aprire aperture impensate prima.”
Il sapere non come un insieme di nozioni, di cui allieve e allievi devono fare indigestione, ma come un “oggetto” da desiderare: dobbiamo, e vale a ogni età, voler sapere, voler sapere sempre di più.
L’erotica dell’insegnamento, la passione, il fuoco, la curiosità. Ecco cosa deve saper infondere nei bambini e nei ragazzi l’insegnante.
Nei miei corsi di aggiornamento per docenti che riprendo in tutta Italia, le riflessioni di Recalcati saranno le mie e degli insegnanti.
La scuola come il fantastico e reale mondo del saper vivere.

Un poco talebani, in fondo, in fondo lo siamo anche noi…

Riflessioni


I talebani sono l’esempio tragicamente lampante di quanta differenza ci sia tra l’essere umano tecnologico e quello progredito dal punto di vista dell’intelligenza emotiva.
Viviamo un tempo di forti innovazioni tecnologiche, chi più chi meno sa usare lo smartphone, internet, i social. Siamo ovunque, qui, lì, dall’altra parte del mondo, in tempo reale. Siamo figli e protagonisti di uno sviluppo incredibile ma analfabeti e fermi a migliaia di anni fa dal punto di vista della realtà reale, dalla capacità di raziocinio e di gestione delle relazioni con gli altri partendo da se stessi. I talebani, scrivevo, ne sono la forma estrema di questa dicotomia tragica e pericolosa. Sanno usare benissimo la tecnologia a disposizione, quantomeno la cosiddetta classe dirigente, eppure il loro animo, la loro mente sono chiusi in un buio antico, senza di vie di uscita. Lo sviluppo dell’essere umano non seguito dal progresso del suo modo di vivere e di esserci su questa terra. Talebani, a modo nostro rischiamo di essere anche noi, in questi Paesi europei e liberali. Siamo fortunati di essere nati e cresciuti qui, liberi di esprimere il nostro pensiero e il nostro modo di essere senza che qualcuno venga a prenderci a casa e farci scomparire. Conosciamo bene la tecnologia, eppure siamo ignoranti o deficitari dal punto di vista emozionale. L’intelligenza emotiva non si sa neanche che cosa sia, soprattutto noi uomini, non la si allena e poi se ne vedono le conseguenze, a volte tragiche. Discutere con i talebani è semplice dal punto di vista tecnologico, impossibile dal punto di vista mentale. Il loro buio è profondo, angosciante e senza vie di uscita.
Noi invece possiamo crescere e trovare la luce ma lo si deve fare sin dalla scuola in cui anche i docenti devono esserne consapevoli perché se il loro buio avvolge anche i bambini e i ragazzi, allora lo sviluppo continuerà a non essere accompagnato e avvolto dal progresso e non sarà un bella cosa.

L’intelligenza emotiva a scuola: questa sconosciuta

Riflessioni

Eh già, si chiama intelligenza emotiva, sconosciuta e quindi trascurata e abbandonata.
Eppure, come accade in altri Paesi, dovrebbe essere al centro dell’attività didattica ed educativa della nostra scuola, sin dall’infanzia.

“Cosa ce ne facciamo dei ragazzi che prendono 10, 9, 8 a scuola, se non sono in grado di intervenire quando viene fatto del male ad un compagno, quando hanno delle prestazioni eccezionali ma non hanno strumenti per aiutare un loro amico e riconoscere un bisogno. Si punta troppo sulle prestazioni e troppo poco sui sentimenti, troppo egoismo e impoverimento emotivo. Un figlio prima deve diventare un uomo inteso “persona con valori”. Non puntiamo solo sulle prestazioni”.
Piero Angela

No, la fortuna e il fato non sono dispositivi di sicurezza.

Consulenze, Corsi, Riflessioni

Le recenti tragedie accadute (funivia del Mottarone e i vari incidenti mortali) e quelle che si registrano purtroppo ogni giorno sul lavoro, ci insegnano ancora una volta che l’affidarsi alla fortuna, al fato o all’esperienza non solo non basta a evitare incidenti più o meno gravi ma rappresenta esso stesso elemento di pericolo. Ecco perché occorre lavorare sulla consapevolezza e sulla responsabilizzazione delle figure della sicurezza. La percezione del rischio non è solo un fattore probabilistico ma anche e soprattutto emozionale. Ognuno di noi interpreta un rischio che accada un incidente secondo la propria percezione che è diversa da quella degli altri. E’ da questa considerazione che occorre partire per una prevenzione più efficace.
Le figure della sicurezza devono quindi lavorare sulla propria consapevolezza e su quella degli altri, per una comunicazione più persuasiva.
Lo devono fare, per loro e per tutti i lavoratori.

Comunicare meglio, per un senso di riscossa

Consulenze, Corsi, Eventi, Riflessioni

Il 2020 è stato uno shock, da non crederci. Tutto fermo, si viaggiava a vista, non si vedeva a un metro di distanza.
Il 2021 non ci sta regalando sensazioni diverse, anche se abbiamo maggiore consapevolezza sul viaggio che stiamo intraprendendo. Consapevolezza e voglia di rinascere, di reagire.
Si moltiplicano le consulenze a professionisti, imprenditori, docenti, manager, i corsi agli insegnanti desiderosi di rialzarsi assieme agli studenti, gli incontri virtuali nelle aziende, segno tangibile di una voglia assoluta di equipaggiarsi per ritornare a navigare in mare aperto.
L’atmosfera è positiva e questo contribuisce a darci maggiore energia, per diradare la nebbia che ci circonda
Vogliamo rialzarci e lo stiamo facendo, con difficoltà ma con tanta forza.
Sì, ci siamo.

E poi arrivano questi messaggi…

Biografia, Riflessioni

Mi ritengo decisamente fortunato a svolgere un’attività che ho scelto e costruito e che è passione ancor prima che lavoro. Quotidianamente, nelle mie consulenze individuali a manager e imprenditori e nei corsi aziendali e nelle scuole, mi nutro di relazioni fantastiche. Docenti, studenti, professionisti, dipendenti, tutti desiderosi di ricevere ma anche di dare. E quando poi arrivano questi messaggi inaspettati, tutto torna.

GRAZIE

La comunicazione dell’ amministratore di condominio

Corsi, Eventi

Giovedì 1 aprile, dalle 15.30 alle 17.30, assieme al collega Marco Pietroforte, sarò formatore nel corso di aggiornamento per amministratori di condominio organizzato dall’Apice di Roma.
Intervistati da Domenico Sarcina, parleremo degli strumenti comunicativi che l’amministratore deve necessariamente conoscere ed usare per un rapporto migliore e più efficace con i condomini.

Appuntamento da non perdere.

Per iscrizioni (gratuite)
info@apiceitalia.it

Vi aspettiamo

La leadership non si insegna, si impara.

Consulenze, Riflessioni

Le sensazioni, la gestione del gruppo, degli imprevisti, l’empatia.
Non basta la conoscenza della materia.
Lezione di leadership emotiva di Massimiliano Allegri, allenatore di calcio, condensata in meno di due minuti.
Bravo, da vedere e rivedere.