La comunicazione relazionale nelle scuole

“Gentili Genitori,
a conclusione dell’anno scolastico trascorso con i nostri ragazzi, mi preme condividere con voi alcune riflessioni in merito al lavoro svolto insieme al dottor Claudio Calì.
La classe, dopo un momento di fisiologico sbandamento ad apertura secondo quadrimestre, ha acquisito nuove consapevolezze emotive e relazionali. La collaborazione scuola-famiglia, tempestiva ed efficace, ha avviato un percorso di recupero con l’intervento dell’esperto Claudio Calì che si è incardinato su un curricolo educativo e didattico ideato, all’inizio dell’anno, al fine di creare un clima di lavoro sereno e produttivo.
La produzione di riflessioni individuali e collettive, nonché il comportamento dei ragazzi, osservati in diverse situazioni, hanno evidenziato l’acquisizione di un maggior autocontrollo, ovvero, quando discutono o si scontrano, riescono a capire cosa accade, riducono la reattività e si sforzano di recuperare la relazione arrivando anche a chiedersi scusa.
Possiamo, quindi, insieme al dott. Calì, che ha implementato felicemente l’azione educativa, ritenerci soddisfatti dell’esito raggiunto.
Con l’auspicio di proseguire in modo proficuo il cammino intrapreso, vi saluto caramente augurando a voi e ai vostri ragazzi buone vacanze.”
Si tratta dell’email di Paola Spinelli, docente di lettere all’Istituto comprensivo Sinopoli Ferrini di Roma e vice presidente per la provincia di Roma dell’Associazione nazionale dirigenti ed alte professionalità della scuola, inviata ai genitori di ragazzi dopo alcuni miei interventi nella classi.

Per le scuole porto in giro per l’Italia il progetto “la comunicazione relazionale, per una scuola empatica” che ho elaborato per combattere il fenomeno del bullismo, lavorando con i ragazzi, i genitori e i docenti ma che si è poi allargato in un’ottica di acquisizione della consapevolezza dell’importanza dell’empatia, della solidarietà, del rispetto degli altri e del senso di comunità.

La comunicazione relazionale tra i docenti e gli studenti, tra i ragazzi e tra questi e il mondo scolastico è fondamentale in quanto fattore estremamente delicato.
Ecco perché attrezzare i docenti a condividere con i ragazzi le emozioni e far comprendere agli studenti quanto siano importanti l’empatia, l’educazione, la gentilezza e il senso di comunità, sono attività imprescindibili oggigiorno, in una società fluida, liquida e condizionata dai social network e da un mondo multimediale in cui tutto accade a un ritmo vertiginoso.
L’intelligenza emotiva assume, quindi, un ruolo di primo piano nell’ ambito scolastico.
L’obiettivo e la strategia degli incontri con i ragazzi sono quindi incentrati su “un pungolo gentile”, verso un loro comportamento responsabile e solidale, fondato sul rispetto reciproco e sulla capacità relazionale.
Ma anche i corsi per i docenti sono finalizzati a fornire gli strumenti comunicativi indispensabili per affrontare con positività ed efficacia i rapporti quotidiani con i ragazzi e i genitori.
Considerato il successo ottenuto, ho avuto richieste di tenere incontri con genitori e figli. Si è allora cominciata anche questa bella esperienza in cui i genitori e i figli imparano assieme a potenziare la propria capacità relazionale, all’interno del nucleo familiare e con gli altri.

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