Un buon clima aziendale aiuta a vivere meglio

Consulenze, Riflessioni

“Non c’è bisogno di andare a mangiare la pizza assieme la sera”.
Lo dico sempre quando entro in un’azienda, ingaggiato da dirigenti e datori di lavoro per lavorare assieme a loro e ai dipendenti a un clima aziendale migliore. Perché un pessimo clima aziendale rende l’aria irrespirabile e le ore di lavoro una tortura, per tutti.
Certo, gli equilibri relazionali negli ambienti di lavoro sono sempre a rischio. Allora, da parte di chi condivide spazi e quotidianità con i colleghi occorrono pazienza, tolleranza, rispetto e anche capacità di farsi rispettare. Caratteristiche preziose quanto difficili da avere tutte assieme. C’è allora chi tende a prevaricare, chi a subire, chi a chiudersi nell’indifferenza. Tutto questo non fa bene a chi ci lavora e neanche all’azienda per la quale lavora. Si creano tensioni, incomprensioni, si lavora male e si sta male.
Ecco perché occorre acquisire la consapevolezza che un ambiente di lavoro più sereno, rispettoso e costruttivo è nell’interesse di tutti perché fa vivere meglio chi ci vive e opera. Diciamo che ci deve essere quindi anche un movente egoistico per cercare di collaborare con i colleghi, in un clima di rispetto reciproco.
In questo contesto, gli esempi devono arrivare ovviamente anche da dirigenti e datori di lavoro che si devono necessariamente mettere in discussione. Se la sensibilità verso il benessere aziendale parte da lì, a cascata si possono risolvere tante criticità relazionali. Per lavorare e vivere meglio ci vuole poco ma quel poco va visto da tutti, assieme.

La politica è relazione

Consulenze, Corsi, Riflessioni

Lavoro spesso con politici che si mettono in discussione e hanno voglia di migliorare sul piano comunicativo. Trovo questo aspetto fortemente ammirevole.

Chi fa politica deve infatti necessariamente avere capacità comunicative buone, per farsi capire, per appassionare e per rendere chiare le proprie idee. E’ un elemento fondamentale, di correttezza. Chi è amministratore pubblico o comunque tratta di situazioni che riguardano tutti, deve curare la propria comunicazione e gli strumenti relazionali. Lo deve a se stesso e ai cittadini.

Doppia lode quindi ai politici consapevoli.

Le fake news e il giornalismo

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Ieri bellissima conferenza all’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta. Assieme all’amico Giuseppe Rasolo, abbiamo fatto fare un percorso ai partecipanti nel mondo affascinante quanto inquietante delle false notizie e dell’intelligenza artificiale.
Come disvelare le falsità e come gestire l’intelligenza artificiale.
L’intelligenza emotiva e l’intelligenza artificiale: un connubio indispensabile

L’uomo con la valigia

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In questi quasi sei mesi del 2023 ho macinato decine di migliaia di chilometri in lungo e in largo per l’Italia.
Torino, Aosta, Milano, Varese, Brescia, Senigallia, Bologna, Roma, Palermo, Bari, Reggio Calabria, Firenze, Cagliari.
Vero, stancante fisicamente ma mentalmente rigenerante.
Avrò incontrato un migliaio di persone tra eventi, corsi e consulenze aziendali.
Ogni incontro un’esperienza diversa.
Nella seconda metà del 2023 si aggiungeranno altri chilometri, altre città, altre persone.
Ecco perché la famosa citazione di Nanni Moretti “faccio cose, vedo gente” la declinerei in “faccio cose meravigliose e vedo gente fantastica”.🎉

Grazie di cuore per la fiducia.🎉❤️

Se questo è un lavoro…

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Martedì sera il bellissimo ritorno a Roma “dell’aperitivo della simpatia”, poi sempre a Roma l’inizio di un percorso con docenti illuminati, poi una giornata intera con i manager a lavorare sugli antidoti al tecnostress, poi con ingegneri e geometri a lavorare sulla comunicazione nei cantieri edili e poi il 18 marzo un mare, anzi, una montagna di risate con i valdostani.
E poi basta? Nooooo, altro incontro a Torino con gli operatori della cooperazione e poi consulenze individuali e poi…altro ancora

Se questo è un lavoro…

L’intelligenza emotiva come atout della vita. Ne parlerò al Rotary di Courmayeur.

Eventi, Riflessioni

Secondo Daniel Goleman (il massimo esperto e studioso in materia), l’intelligenza emotiva incide all’80% sulla realizzazione personale e professionale di ognuno di noi. Non il 5,10 o anche il 20% che già sarebbe tanto.
L’80%. Eppure nessuno ce lo ha mai detto, nessuno ci ha mai spiegato cosa sia e quanto importante sia allenarla (è l’unica forma di intelligenza allenabile che abbiamo). In molti Paesi l’intelligenza emotiva è materia didattica nelle scuole. Ciò vuol dire che i bambini, i ragazzi, futuri adulti, vengono allenati a gestire le emozioni, per un benessere personale e collettivo, per relazioni personali migliori, insomma, per una vita e una società migliori.
I manager delle grandi aziende vengono selezionati, non solo sulla base delle competenze tecniche ma anche sulla loro intelligenza emotiva, perché per un’azienda è un fattore importante sul piano del clima aziendale e anche del fatturato.

Qui, in Italia, il nulla.
Brancoliamo nel buio emozionale. A fari spenti nella notte quotidiana, come direbbe Lucio Battisti. E poi ci facciamo male.
Per questo, i miei corsi e le mie consulenze si basano sull’intelligenza emotiva. Chi vi partecipa, chi si allena con me deve necessariamente scoprire e usare questo strumento indispensabile per ognuno di noi nella vita di tutti i giorni.
Ecco perché apprezzo tantissimo l’invito che mi ha fatto il Rotary club Monte Bianco a parlare stasera a Courmayeur dell’intelligenza emotiva.
Già il fatto che abbiano deciso di affrontare l’argomento significa che in loro l’intelligenza emotiva non manca. Questa sera la stimoleremo.

Ottimo.

A questa sera nella bellissima Courmayeur.

Comunico, dunque sono (forse)

Eventi, Riflessioni
La scienza ci dice (ma ce ne era bisogno…?) che ridere fa bene al corpo e alla mente. C’è poi l’aspetto della condivisione, della complicità, del senso di appartenenza che la risata crea tra noi. 
Ecco perché è importante potenziare il nostro senso dell’umorismo, allenandolo con una maggiore consapevolezza su cosa ci fa ridere e perché ci fa ridere.
Lo faremo martedì 7 febbraio a Roma, divertendoci e ovviamente...ridendo.
Perché il buonumore è la porta della felicità.

Amazon e i manager leader

Corsi, Eventi

Parlando con i miei amici di come si possa descrivere Amazon Prime, dico che è un servizio in cui dopo due secondi dal “click” sulla tastiera del computer il corriere suona al citofono.
Una battuta che non va tanto lontano dalla realtà visto che le consegne avvengono generalmente entro 24 ore dall’ordine.
Dietro quel click e il citofono a stretto giro, c’è il DNA di Amazon fatto
necessariamente di relazioni interpersonali, concentrazione e gestione del tempo da parte degli operatori di magazzino e dei manager.
Un mondo fatto di preparazione professionale fuori dal comune.
Un mondo che da qualche anno conosco bene perché sono consulente individuale e di gruppo di manager di Amazon.
Si lavora sulla leadership, sulla comunicazione relazionale, sulla gestione dei carichi di lavoro e lo si fa con entusiasmo e ambizione, perché non bastano le competenze tecniche per muoversi adeguatamente in un contesto in cui l’intelligenza emotiva è, come ovunque del resto, fondamentale.
I manager di Amazon lo sanno e si allenano quotidianamente, perché dietro a quel click e all’arrivo del corriere c’è il mondo della comunicazione. Ci sono il team e le persone.

Ascoltare per capire e non soltanto per rispondere

Corsi, Riflessioni

Ormai non ascoltiamo più, non ce ne frega nulla di quello che l’altra persona pensi o stia per dire. Non vediamo l’ora di dire la nostra e peraltro la diciamo senza pensare a come dirla. Un disastro relazionale. Elefanti in una cristalleria.
Bisogna riappropriarsi della capacità di ascoltare. Come? Facile.
Esercizi belli, semplici, divertenti e interessanti, in cui anche i social hanno il loro importante ruolo. Sì i tanto vituperati social.
Ascoltare le parole, la musica che c’è attorno alle stesse, dimostrare attenzione e abituarsi a pesare le parole.
Questa è l’arte del rispetto per se stessi e per gli altri.